oltre 600 anni di storia - Storia palazzo Theoria

La sede della residenza vescovile di Como, fu edificata come struttura difensiva (dotata di mura e probabilmente di torri, per garantire la massima sicurezza all’autorità religiosa e insieme affermare il ruolo del potere ecclesiale sulla città) nell’area a nord della Cattedrale, verso il lago, dal vescovo Alberico, a partire dal 1013, contestualmente al trasferimento della sede della Cattedrale dall’antica Santa Eufemia (l’attuale San Fedele) a Santa Maria Maggiore (l’attuale Duomo).

Nella seconda metà del XV secolo, il vescovo Branda Castiglioni, durante il suo ventennale episcopato a Como, per rendere la sua residenza più nobile e funzionale, ampliò la sede episcopale con l’aggiunta di un palazzetto come collegamento alla darsena del lago, punto di approdo e rimessa della propria imbarcazione. Il piano terra, porticato con cinque arcate sostenute da colonne e capitelli, e il primo piano, con finestre ad arco acuto e cornici in cotto a doppio smusso, fronteggiavano un giardino verdeggiante che conteneva un frutteto e vialetti per raggiungere il lago. L’edificio venne sviluppato ortogonale alla strada (oggi via Bianchi Giovini) e allo specchio d’acqua e si estendeva nel luogo di congiunzione tra la contrada Prato dei Liocchi (oggi piazza Roma) e il porto commerciale cittadino (oggi Piazza Cavour).

La costruzione, contrassegnata da un corpo semplice, ampliato su due livelli con le aperture rivolte verso est, conserva ancora oggi alcune caratteristiche originarie, nonostante l’edificio sia stato sottoposto a diverse ricostruzioni, compressa la realizzazione di un sovrappasso, per mettere in comunicazione il palazzetto con l’edificio vescovile principale. Nel 1992 il palazzetto venne frazionato per ricavare tre unità immobiliari.

A partire dalla fine del 2002, al fine di recuperare l’originale integrità della palazzina e ridarle l’iniziale funzione residenziale, è stato affrontato un restauro di ripristino grazie alla perspicace iniziativa dell’imprenditore Giovanni Maspero. Acquistando il palazzetto del vescovo Branda Castiglioni, l’imprenditore, oltre ad assumere l’onere del recupero urbanistico di un’area importante del centro storico di Como – condiviso e apprezzato dalle amministrazioni competenti, fra le quali il Comune e la Soprintendenza delle Belle Arti –, le ha conferito una nuova vitalità ospitando la preminenza della cultura ristorativa, collegandola proficuamente a quella artistica, attività che sono coordinate dalla società Theoria. La ristrutturazione è stata eseguita in considerazione delle esigenze di cambio d’uso, ma nel rispetto della sua integrità architettonica.

La volontà è stata quella di restituire il palazzo al suo aspetto più autentico, smontando, restaurando e ripristinando i singoli elementi costruttivi, come travature lignee, pavimenti in pietra e consolidando e ricostituendo murature e intonaci, ma anche integrando e celando sofisticate dotazioni impiantistiche per renderlo rispondente alle necessità della vita contemporanea. Oggi rimangono diversi elementi ornamentali ben distinti della casata dei Castiglioni, un soffitto ligneo a cassettoni decorato, il pavimento in pietra nell’atrio, gli archi e le cornici delle finestre in cotto.

 

Branda Castiglioni

Palazzetto Vecchio - esterno

Soffitto a Cassettoni

Stemma